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IVA - EMISSIONE FATTURE

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IVA - EMISSIONE FATTURE

Messaggio  ALICE61 il Ven 2 Mar 2012 - 13:08

Nell'anno 2011 ho dimenticato di emettere una fattura per la vendita del legname. Ora la ditta la chiede, cosa posso fare?
Nel mese di dicembre 2011 ho versato un acconto molto alto, e non ci sono problemi per il credito riportato nel 2012.

ALICE61

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Fattura

Messaggio  Paolo Gros il Ven 2 Mar 2012 - 14:18

L’omessa fatturazione realizza l’ipotesi normativa di cui all’art. 6, comma 1, del
D.Lgs. n. 471 del 1997, laddove viene configurata la violazione degli “obblighi
inerenti alla documentazione e registrazione di operazioni imponibili” punita “con
la sanzione amministrativa compresa fra il cento e il duecento per cento
dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato nel
corso dell’esercizio”.
Se si vuole correggere tale irregolarità è necessario emettere, ora per allora, le
fatture omesse e presentare la dichiarazione di cui all’art. 2, comma 8, del D.P.R. n.
322 del 1998, entro i termini per l’accertamento previsti dall’art. 43 del D.P.R. n.
600 del 1973 (ossia entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è
stata presentata la dichiarazione originaria) che riporti, nei quadri VE e VF, anche
gli imponibili e le relative imposte risultanti da tali fatture.
Ovviamente, presupposto per poter presentare la dichiarazione integrativa in
aumento è la tempestiva e valida presentazione della dichiarazione originaria (a tal
fine, si precisa che si considerano tali anche quelle presentate entro novanta giorni
dal termine di scadenza, fatta salva l’applicazione delle sanzioni per la tardiva
presentazione). Le fatture emesse per sanare l’omissione dovranno essere annotate
nei registri IVA dell’anno nel quale è stata eseguita la regolarizzazione, con
l’accorgimento di indicare, sia nelle fatture stesse che nei registri, che le operazioni
si riferiscono ad un diverso anno d’imposta.
Ovviamente, nell’ipotesi in cui non siano scaduti i termini di presentazione della
dichiarazione relativa all’anno d’imposta cui si riferisce l’omessa fatturazione,
l’importo delle fatture regolarizzate confluirà nella dichiarazione annuale da
presentare.
Le modalità di regolarizzazione restano valide a prescindere dall’utilizzo
dell’istituto del ravvedimento operoso. Al riguardo, si rammenta che il contribuente
ha la facoltà di definire la sanzione di cui al citato art. 6, comma 1, del D.Lgs. n. 471
del 1997, in misura ridotta, qualora ne ricorrano le condizioni, come segue :

Ravvedimento sprint: Secondo tale forma di ravvedimento la sanzione minima viene ridotta a 1/15 per ogni giorno di ritardo nel versamento, fino a 15 giorni. In altre parole, la sanzione nei primi quattordici giorni sarà pari allo 0,2% giornaliero (1/15 della sanzione principale per ogni giorno di ritardo);
Ravvedimento breve: entro trenta giorni della violazione, per insufficiente o omesso versamento del tributo, la sanzione viene ridotta a 1/10 del tributo, di solito quindi risulta pari al 3%;
Ravvedimento lungo: entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, la sanzione viene ridotta a 1/8 del minimo e di solito ammonta al 3,75%.

Gli interessi legali dal 01 gennaio 2012, sono dovuti in base al saggio legale del 2,5%



Qualora dall’omessa fatturazione scaturisca anche la violazione di omesso o
carente versamento periodico dell’imposta, il contribuente potrà definire la sanzione
amministrativa di cui all’art. 13, comma 1, del D.Lgs. n. 471 del 1997, pari al trenta
per cento di ogni importo non versato.

Paolo Gros
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