Gli Enti locali -Paolo Gros, Lucio Guerra e Marco Lombardi on web
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lavoro occasionale accessorio: vaucher

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lavoro occasionale accessorio: vaucher

Messaggio  silvano scienza il Mer 6 Lug 2011 - 16:50

il mio Ente intende avvalersi dell'opportunità data dall'acquisto dei buoni lavoro i cosiddetti "vaucher", per questo mi sono sono un po documentato ed ho visto che la procedura è abbastanza semplice il che di questi tempi non è poco....!.
ormai mi sembra chiaro che dette spese devono essere considerate a tutti gli effetti spese di personale con tutte le limitazioni vigenti.
nel nostro caso si tratterebbe dell'incarico a singola persona e per un importo inferiore ai 5.000 euro e per un periodo di 3, 4 mesi.
Nello specifico mi resta da chiarire quanto segue:
- può essere incaricato un lavoratore extracomunicario in regola col permesso di soggiorno?
- può essere incaricato un lavoratore che ha già un rapporto di lavoro part-time presso una cooperativa di servizi?
- non c'è alcun obbligo fiscale? (ritenute, versamenti, cud., 770 ,ecc.)
- ultimo dubbio è la DNA Inail, che si può fare tramite callcenter, per fax oppure on.line tramite punto cliente nella apposita sezione, però sia sulla modulistica che tramite on.line mi viene chiesta la PAT (posizione assicurativa) cosa va indicato? non credo vada indicata una delle 4 posizioni assicurative che ho in corso per il personale dipendente.

silvano scienza

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Voucher

Messaggio  Paolo Gros il Mer 6 Lug 2011 - 20:53

Per punti:
-possono accedere al lavoro occasionale accessorio anche tutti i cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale
-anche lavoratori in part-time (anni 2010 e 2011)
-il voucher è esente da qualsiasi imposizione fiscale
- a seconda del tipo di lavoro puo' essere indicat una PAT gia' presente , in genere la piu' alta in millesimi ( operai ) con verifica delle voci presenti nella PAT .

ti consiglio la lettura di

http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_ASSICURAZIONE&nextPage=DATORI_DI_LAVORO/Lavoro_occasionale/index.jsp

Paolo Gros
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Re: lavoro occasionale accessorio: vaucher

Messaggio  francodan il Gio 7 Lug 2011 - 8:19

posto la delibera utilizzata nei miei comuni che contiene anche i vari riferimenti normativi


OGGETTO: Utilizzo voucher per lavoro studenti, pensionati, cassaintegrati ecc. per lavori di tipo occasionale accessorio
Direttive anno 2011

Il Sindaco riferisce:
“Il lavoro occasionale di tipo accessorio è una particolare tipologia di lavoro, inizialmente prevista
dalla Legge 30 del 2002, recentemente aperta anche agli Enti Pubblici.
Da ultimo la legge finanziaria 2010 ha esteso tale possibilità per gli enti pubblici e come previsto da circolare inps 17 2010 che si trascrive per la parte della committenza pubblica :
“Per quanto riguarda i committenti che possono ricorrere ai buoni lavoro, la legge finanziaria prevede un riferimento agli enti locali, in particolare:
- per le attività di cui alla lett. b) dell’art. 70 (lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi, monumenti);
- con riferimento a singole categorie di prestatori quali pensionati, giovani studenti con meno di 25 anni di età e, in via sperimentale, per il 2010, i percettori di prestazioni integrative a sostegno del reddito ed i titolari di contratto di lavoro a tempo parziale.
Pertanto nel caso di specie le attività concernenti i “lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti”, di cui alla lett. b) dell’art. 70, come modificato dalla finanziaria 2010, sono circoscritte, nell’ambito del settore pubblico, agli enti locali, dovendosi intendere per essi i comuni, le province, le città metropolitane, le comunità montane, le comunità isolane e le unioni di comuni, nonché i consorzi cui partecipano enti locali (ai sensi dell’art. 2 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali).
Per quanto riguarda invece le altre attività previste dall’art. 70 del decreto legislativo n. 276, si richiama la disposizione dell’art. 1, comma 2, del d.lgs. 276/2003, il quale stabilisce che, salvo contraria disposizione il decreto stesso “non trova applicazione per le Pubbliche Amministrazioni e per il loro personale”.
Fanno eccezione, come già ricordato nella circolare INPS 88 del 2009, le attività che rientrano nei settori di cui alla lett. d) dell’art. 70 (manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà) le quali possono essere prestate a favore di qualsiasi committente pubblico.
In tal senso è intervenuto il comma 26 dell’art. 17 del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, che ha modificato l’art. 36 del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, inserendo il lavoro accessorio di cui alla lett. d), del comma 1, dell’art. 70 del decreto legislativo n. 276 del 2003, e successive modificazioni ed integrazioni, tra le ipotesi di “lavoro flessibile” previste nella pubblica amministrazione dal Testo unico del pubblico impiego. Tale inserimento, data la caratteristica del lavoro accessorio che non è regolamentato dai contratti collettivi e non è riconducibile ad una forma contrattuale specifica, assume un mero valore ricognitivo degli strumenti oggi a disposizione del datore di lavoro e quindi anche del lavoro accessorio. Né è possibile applicare le esigenze di cui al comma 2 dell’art. 36, temporanee ed eccezionali, a fattispecie come il lavoro accessorio che viene previsto già limitatamente per gli ambiti specifici di cui al comma 1 dell’art. 70 del d.lgs. 276/2003, lettere b), d) e h-bis), nonché di cui al comma 1-bis del richiamato art. 70.
Per “committente pubblico”, ai sensi dell’art. 1 comma 2, del d.lgs. n. 165/2001, vanno intese “tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali,regionali e locali, le Amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300”.
Per quanto riguarda, invece, il profilo concernente i prestatori di lavoro che, senza particolari limitazioni, possono svolgere attività di lavoro accessorio anche a favore degli enti locali, si ribadisce che questi sono:
- gli studenti, i quali potranno altresì ottenere “buoni lavoro” anche da scuole e università;
- i pensionati;
- i percettori di prestazioni integrative a sostegno del reddito;
- i titolari di contratto di lavoro a tempo parziale,

di cui, rispettivamente, ai punti a), b), c) e d) della prima parte della presente circolare.
Infine, il comma 149 della citata legge finanziaria aggiunge dopo il comma 2-bis dell’articolo 70 del d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276, il comma 2-ter il quale stabilisce che “il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte di un
committente pubblico e degli enti locali è consentito nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale e ove previsto dal patto di stabilità interno”.

Dato atto che finalità è quella di regolamentare quelle prestazioni occasionali, definite appunto accessorie che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario.

Si offrono, così, occasioni di impiego e di integrazione di reddito a soggetti usciti o non ancora
entrati nel mondo del lavoro, garantite dalla copertura previdenziale e contro gli infortuni sul
lavoro.

I prestatori di lavoro occasionale possono essere pensionati, studenti, casalinghe, disoccupati,
titolari di disoccupazione ordinaria o a requisiti ridotti di disoccupazione speciale per agricoltura ed
edilizia e i cassaintegrati e i lavoratori in mobilità.

Tra i pensionati possono accedere quelli in trattamento pensionistico in regime obbligatorio, mentre
sono considerati studenti i giovani, con meno di 25 anni e più di 16, regolarmente iscritti a un ciclo
di studi.

I prestatori possono svolgere attività di lavoro fino a un limite economico di Euro 5.000,00 per
singolo committente nell’anno solare.
Nel caso di cassaintegrati o lavoratori in mobilità il limite è di Euro 3.000,00.
Questi compensi sono esenti da ogni imposizione fiscale e non incidono sullo stato di disoccupato o
inoccupato e sono totalmente cumulabili con i trattamenti pensionistici.
I buoni, acquistabili singolarmente o in multipli da 5, hanno un valore di Euro 10,00 ciascuno, che
comprendono sia la retribuzione, sia la contribuzione previdenziale e assicurativa.
Il valore nominale di ogni buono comprende i contributi INPS (13%), l’Assicurazione INAIL (7%)
e un compenso all’INPS per la gestione del servizio (5%).
Il valore netto di un voucher è pertanto di Euro 7,50”.
I prestatori possono svolgere attività di lavoro occasionale:
• in generale fino ad un limite economico di 5.000 euro netti (6.660,00 euro lordi) per singolo committente nell’anno solare;
• nel caso di percettori di prestazioni integrative o di sostegno al reddito, fino ad un limite economico di 3.000 euro netti complessivi per anno solare e non per singolo committente.

Dato atto che nel 2010 il sistema dei voucher è stato fruttuosamente utilizzato dall’ente e che si vuole perpetuare il ricorso a tale sistema anche per l’anno 2011 atteso la sua proroga fino al 31 12 2011 e ove possibile legarlo alle crescenti situazioni di necessità dovute a inoccupazione,disoccupazione eccetera

LA GIUNTA COMUNALE

Udita la relazione del Sindaco

Ritenuto opportuno continuare ad avvalersi del sistema voucher anche per l’anno 2011 presso il Comune ricorrendo a tale tipologia di pagamento del lavoro occasionale accessorio per le attività relative a manifestazioni sportive, culturali, fieristiche,caritatevoli, nonché lavori di emergenza e/o di solidarietà, lavori di pulizia e giardinaggio mediante l’acquisto, a titolo sperimentale, presso l’INPS di voucher:

VISTO il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni, art. 107 e art. 183;

VISTI i pareri favorevoli espressi sulla proposta di adozione della presente deliberazione dal responsabile del
servizio ragioneria, in ordine alla regolarità contabile, dal segretario comunale in ordine alla regolarità tecnica;
con voti unanimi, espressi in forma palese,

DELIBERA

1) di autorizzare il Responsabile dei Servizi di ragioneria e dei Servizi Istituzionali all’acquisto presso l’INPS, a titolo sperimentale, dei voucher per regolamentare quelle prestazioni occasionali, definite appunto accessorie, che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario per le attività relative a manifestazioni sportive, culturali, fieristiche, caritatevoli, nonché lavori di emergenza e/o di solidarietà,di pulizia e giardinaggio :

2) di incaricare i medesimi responsabili all’acquisto di voucher adeguati alle necessità autorizzandosi una ulteriore somma di euro 2500,00 incrementabile in caso di esito favorevole dell’iniziativa

3) di impegnare la somma di Euro 2500,00 per l’acquisto dei voucher per lo svolgimento dei
servizi sopra evidenziati che verranno individuati dai responsabili interessati ai seguenti capitoli
di bilancio:

4) di dare atto che all’assunzione dell’impegno di spesa provvederanno ,nei limiti dello stanziamento di bilancio,i Responsabili dei Servizi e che l’utilizzo del lavoro occasionale avverrà secondo le seguenti direttive :
- utilizzo dell’istituto limitatamente a lavori di pulizia e manutenzione strade,edifici, ,giardinaggio e assistenza durante fiere e manifestazioni per far fronte ad esigenze di lavoro avente carattere occasionale e quindi saltuarie e discontinue
-utilizzo di inoccupati ,pensionati,cassaintegrati o lavoratori in mobilità
-rotazione nell’utilizzo in caso di pluralità di richieste con priorità alle situazioni familiari che richiedono situazioni di sostegno al reddito
-pubblicazione di un avviso all’albo pretorio volto ad acquisire eventuali disponibilità e interesse a prestare a favore del comune lavoro occasionale

5) di dare atto che i pareri richiamati nella parte narrativa formano parte integrante della presente
deliberazione;

6) di dare atto che ai sensi dell’art. 125 del D.Lgs. 18.8.00 n. 267, del presente atto verrà data
comunicazione ai capigruppo consiliari;

Con successiva votazione unanime,
DELIBERA

di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi e per gli effetti dell’art.
134, 4° comma, del D.Lgs. 18.8.00 n. 267, per poter procedere all’acquisto dei voucher

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Voucher lavoro accessorio: nuove funzionalità presso i tabaccai

Messaggio  pia il Ven 22 Lug 2011 - 17:56

http://www.almacentroservizi.it/inps/580-20100721.html

pia

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Re: lavoro occasionale accessorio: vaucher

Messaggio  francodan il Mar 26 Lug 2011 - 9:09

sui voucher e sull'incidenza sulla spesa del personale e in generale sulle spese da computare sezione piemonte 112 2011



3) Merito:
La fattispecie in esame, stando a quanto dichiarato dal Comune istante, rientrerebbe tra le prestazioni occasionali di tipo accessorio, di cui all’art. 70 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, eccezionalmente ammissibili anche in caso di committenza pubblica, ed in particolare da enti locali.
L’assetto normativo afferente il lavoro accessorio è stato nel tempo contrassegnato da modifiche che hanno portato ad un progressivo ampliamento dell’ambito oggettivo di applicazione, estendendo anche gli ambiti e i settori di attività nei quali è consentito anche alle committenti pubbliche, inclusi gli enti locali, di avvalersi di tale tipologia di prestazioni lavorative occasionali (si rinvia, al riguardo, alla elencazione fornita dalla circolare INPS n. 17 del 2010).
Il comma 2-ter del citato art. 70 del d.lgs. n. 276 del 2003, come modificato dall’art. 2, comma 149 della 23 dicembre 2009 (finanziaria 2010), precisa che il ricorso al lavoro accessorio da parte del committente pubblico e degli enti locali è consentito nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale e ove previsto dal patto di stabilità interno.
Pertanto, le prestazioni cui si fa riferimento, qualora sostenute da un ente locale nei limiti consentiti dalla richiamata disciplina, devono essere computati fra le spese di personale, ai fini della verifica dell’osservanza dai vincoli finanziari vigenti. Tanto è stato già chiarito da altra Sezione di questa Corte (cfr. Sezione di controllo per la Lombardia, del. n. 722/2010), in base ad un orientamento noto anche al Comune istante.
Tanto premesso, nella richiesta in esame (data per acquisita la riconducibilità del caso concreto alle ipotesi di cui all’art. 70 del d.lgs. n. 276 del 2003, aspetto su cui non si formula alcun quesito e dunque non esaminato da questo collegio), si chiede se le medesime voci di spesa possano comunque essere escluse dalle spese di personale se, come nel caso di specie, del tutto finanziate da trasferimenti privati.
Delimitato il thema decidendum, occorre preliminarmente ricordare come il complesso quadro normativo vigente in materia di spese di personale degli enti locali, si componga di numerose misure che, accomunate dalla finalità di indurre una progressiva riduzione di detta spesa, fanno ricorso a modalità dissimili e riferimento a parametri diversi, considerando, in particolare, ora la serie storica, ora il rapporto, nello stesso periodo, fra due diversi aggregati di bilancio (spese di personale, spese correnti). Inoltre, le stesse previsioni hanno inteso perseguire detta finalità, sia stabilendo obiettivi di generale contenimento della spesa del personale in un determinato arco temporale, sia ponendo specifici limiti alle assunzioni.
Si richiamano, al riguardo, le disposizioni introdotte dal D.L. n. 78 del 2010, convertito in legge n. 122 del 2010 che, in particolare, all’art. 14, comma 7, ha riscritto la disciplina posta dal comma 557 dell’articolo unico della legge 296/2006 (finanziaria per il 2007) recante l’obbligo di riduzione delle spese di personale per gli enti sottoposti al patto di stabilità interno, e al comma 9 (sostituendo il comma 7 dell'art. 76 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133) ha introdotto il divieto di procedere ad assunzioni, a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale, da parte degli enti nei quali l’incidenza delle spese di personale sia pari o superiore al 40% della spesa corrente.
Questa disciplina, tuttavia, non offre una puntuale definizione delle componenti della spesa del personale utilizzate ai fini delle regole di contenimento della dinamica retributiva ed occupazionale, fatte salve alcune specificazioni previste ai fini dell’applicazione del richiamato comma 557 (in merito, ad esempio, all’inclusione degli oneri riflessi a carico delle amministrazioni e dell’Irap, ovvero delle spese sostenute per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, per la somministrazione di lavoro, per il personale incaricato ex art. 110 TUEL, nonché per tutti i soggetti a vario titolo utilizzati, senza estinzione del rapporto di pubblico impiego, in strutture e organismi variamente denominati partecipati o comunque facenti capo all'ente).
Sono state pertanto individuate in via interpretativa le voci di spesa da escludere dall’ampia dizione “spese di personale” (per esempio cfr. Corte dei conti, Sezione delle Autonomie n. 16/2009 per quanto riguarda l’esclusione delle spese per gli incentivi alla progettazione, per il recupero dell’Ici e per i diritti di rogito dei segretari comunali) e, sempre in via interpretativa, si è affermato il principio di carattere generale per cui sono da escludere anche le spese necessitate dall’adempimento di disposizioni normative (come nell’ipotesi di oneri per assunzioni obbligatorie per legge), così come quelle che non incidono sul bilancio degli enti, perché a carico di altri finanziamenti comunitari o privati, dovendosi considerare solo gli oneri che comportano un effettivo aggravio per il bilancio dell’ente (cfr. tra gli altri, Sezione di controllo Puglia, del. n. 8/2007, Sezione di controllo Veneto, del. 94/2007, Sezione di controllo Campania, del. n 259/2010 e la delibera n. 7/2011 di questa Sezione, che richiama il suddetto consolidato orientamento).
Va tuttavia precisato che, se per le ragioni sopra esposte, la spesa in parola non deve essere computata ai fini del rispetto degli obblighi di riduzione delle spese di personale di cui all’art. 1, comma 557, della legge n. 296 del 2006 (come modificato dall'art. 14, comma 7, del D.L. n. 78 del 2010), della stessa deve tenersi conto ai fini del rispetto del vincolo di cui all’art. 14, comma 9, del D. L. n. 78 (che ha modificato l’art. 76, comma 6, del D.L. n. 112, convertito in legge n. 122 del 2010, comma successivamente integrato dal’art. 1, comma 118, della legge n. 220 del 2010). Come precisato dalle Sezioni Riunite di questa Corte (cfr. del. n. 27/2011), infatti, “al fine di verificare il rispetto dei parametri d’incidenza tra le spese di personale e la spesa corrente, l’aggregato spese di personale può essere direttamente riferito a quello già impiegato per l’applicazione del comma 557, come descritto nelle linee guida al bilancio di previsione per il 2010, ma è necessario operare un correttivo, per ristabilire l’equilibrio del confronto con l’insieme della spesa corrente. In tale prospettiva vanno incluse nell’aggregato “spesa del personale” le voci escluse ai fini dell’applicazione del comma 557”. Con riferimento al vincolo di cui all’art. 14, comma 9, sopra citato, si è sostenuto, infatti - trattandosi (a differenza di quanto previsto al comma 557), non di un obbligo di riduzione della spesa, ma di un vincolo di natura strutturale all’incremento della consistenza di personale - che fosse più utile e coerente prendere in considerazione la spesa di personale nel suo complesso. La verifica del rispetto dell’incidenza delle spese di personale sulla spesa corrente deve quindi essere effettuata considerando l’aggregato spese di personale al lordo di tutte le voci escluse, comprese quelle interamente finanziate da privati.
Le linee guida ed i questionari approvati con del. n. 2/2011 della Sezione delle autonomie, da predisporsi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e ss. della legge finanziaria per il 2006 da parte degli organi di revisione contabile degli enti locali con riferimento ai bilanci preventivi del 2011, confermano la ricostruzione qui delineata.
P.Q.M.
Nelle su estese osservazioni è il parere di questa Sezione.
Copia del parere sarà trasmessa a cura del Direttore della Segreteria all’Amministrazione che ne ha fatto richiesta.
Così deliberato in Torino nell’adunanza del 13 luglio 2011.

Il Primo Referendario Relatore
F.to Dott. Giuseppe Maria MEZZAPESA

Il Presidente
F.to Dott.ssa Enrica LATERZA


Depositato in Segreteria il 14 luglio 2011
Il Direttore
F.to Dott. Federico SOLA



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