Gli Enti locali -Paolo Gros, Lucio Guerra e Marco Lombardi on web
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Proroga a Equitalia per il 2013.

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Proroga a Equitalia per il 2013.

Messaggio  silvio il Ven 5 Ott 2012 - 8:57

Dalla conferenza stampa del ministro Grilli ieri sera
si è appreso che ci sarà la proroga per la riscossione
delle entrate alla società Equitalia SpA...
Silvio

silvio

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Re: Proroga a Equitalia per il 2013.

Messaggio  francodan il Ven 5 Ott 2012 - 9:24

si ma pare fino al 30 6 2013 (poi magari faranno altra proroga...)

francodan

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proroga

Messaggio  Paolo Gros il Ven 5 Ott 2012 - 10:30

confermo al 30.06.2013

Paolo Gros
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proroga Equitalia

Messaggio  luke70 il Ven 5 Ott 2012 - 14:37

Vi risulta il contestuale divieto di affidare a privati (concessionari iscritti all'albo) la riscossione delle entrate comunali (ordinaria e coattiva)????
Ciò dopo scandalo di Tributi Italia...... Grazie

luke70

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Re: Proroga a Equitalia per il 2013.

Messaggio  libvir il Ven 5 Ott 2012 - 17:30

Pare che nella delega fiscale in discussione presso la commissione finanze della camera sia stato stabilito che la riscossione coattiva dei tributi debba essere svolta da un ente pubblico. Per me è una cosa giusta.

libvir

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Re: Proroga a Equitalia per il 2013.

Messaggio  Lucio Guerra il Sab 6 Ott 2012 - 7:04

libvir ha scritto:Pare che nella delega fiscale in discussione presso la commissione finanze della camera sia stato stabilito che la riscossione coattiva dei tributi debba essere svolta da un ente pubblico. Per me è una cosa giusta.

argomento già "aspramente" dibattuto http://www.paologros.net/t13230p30-riforma-riscossione?highlight=riscossione, che condivido

http://www.anaresep.it/news/2012/ingiunzione-rafforzata.asp

Ingiunzione Rafforzata
IL PROBLEMA DELL’INGIUNZIONE FISCALE “ RINFORZATA”

4.La riscossione coattiva dei tributi locali dopo la manovra Monti (D.L.6.12.2011,n. 201, convertito nella L. 22.12.2011,n. 214 “Salva Italia”

Con le modifiche apportate dal d.1.201/2011 si stabilisce invece che, dal 31 dicembre 2012, i comuni effettuano la riscossione coattiva delle proprie entrate anche tributarie(Art. 14/bis lett.a) che modifica la lettera gg-quater sopra riportata).

Pertanto se prima del d.1. 201/2011 la riscossione spontanea poteva essere effettuata in modo diretto solo dai comuni mentre la riscossione coattiva poteva essere effettuata sia in modo diretto dai comuni, che dalle proprie societa pubbliche con il metodo dell'ingiunzione fiscale con procedura esattoriale o tramite le societa private iscritte all'albo dei concessionari che potevano procedere solo con l'ingiunzione fiscale ex r.d. 639/1910, con le modifiche apportate dalla manovra Monti le cose si invertono. In particolare, dal 31 dicembre 2012:

- la riscossione ordinaria potrà essere effettuata sia in modo diretto dai comuni, sia dalle proprie società pubbliche sia dai soggetti privati iscritti all'albo dei concessionari);

- la riscossione coattiva solo dai comuni con il metodo dell'ingiunzione fiscale rinforzata con procedura esattoriale

Se questo e il quadro che si verrà a delineare a decorrere dall’anno 2013, per l'anno 2012 la lettura congiunta delle norme porta qualche problema per la riscossione coattiva. Infatti, l'articolo 7, comma 2, lettera gg-septies) del d.1. 70/2011 ha abrogato, dal 1 ° gennaio 2012, la norma di carattere generale che permetteva a comuni e concessionari privati di utilizzare l'ingiunzione fiscale con procedura esattoriale in luogo del ruolo di Equitalia. Ne deriva che:

- i comuni, dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2012, per la riscossione coattiva gestita in forma diretta, dovranno utilizzare l'ingiunzione fiscale ex r.d. 1910 mentre dal 1° gennaio 2013 avranno uno strumento più potenziato in quanto potranno utilizzare l'ingiunzione fiscale con procedura esattoriale;

- i concessionari iscritti all'albo previsto dall'art. 53 del d.lgs. 446/1997, dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2012, potranno utilizzare per la riscossione coattiva la sola ingiunzione fiscale mentre dal 2013 la riscossione coattiva dovrebbe essere effettuata solo dai comuni.

Il d.1. 201/2011 non abroga la disposizione contenuta nell'art. 7, comma 2, lettera gg-sexies) del d.1. 70/2011 secondo cui, al fini della riscossione coattiva, il sindaco o il legale rappresentante della società nomina, fra persone la cui idoneità allo svolgimento delle predette funzioni e accertata al sensi dell'articolo 42 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, uno o più funzionari responsabili della riscossione, i quali esercitano le funzioni demandate agli ufficiali della riscossione nonché quelle già attribuite al segretario comunale dall'articolo 11 del testo unico di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639. Dal momento che questa norma non viene abrogata si presume che la riscossione coattiva da parte delle società interamente pubbliche sia mmessa; infatti se la norma prevede la nomina del funzionario responsabile della riscossione da parte del legale rappresentante della società non si capirebbe quale possa essere il senso di tale previsione se non fosse possibile per le società procedere alla riscossione coattiva .

Pertanto, dal 31 dicembre 2012, Equitalia Spa, nonché le società per azioni dalla stessa controllate, cesseranno di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate.

Le opzioni percorribili dagli enti saranno le seguenti:

1. gestione diretta: la riscossione coattiva dovrà essere effettuata in modo obbligatorio dai comuni con l'ingiunzione fiscale con procedura esattoriale mentre la riscossione ordinaria è opzionale. Tuttavia, per 1'IMU e dal 2013 per la RES - rifiuti, la gestione diretta è obbligatoria in quanto prevista dalle norme di legge. In ogni caso la scelta di una gestione diretta comporta per gli enti locali che hanno esternalizzato tale attività una reinternalizzzione del servizio. E’ evidente che questa scelta, di fronte ai limiti del turn-over e senza poter assumere personale, sembra abbastanza ardua;

2. affidamento a società private le quali potranno effettuare la riscossione ordinaria;

3. affidamento a società interamente pubbliche (art. 52, comma 5, lettera b), numero 3) del d.lgs. 446/1997) le quali potranno effettuare la riscossione ordinaria e, secondo un'interpretazione più elastica, anche la riscossione coattiva. Questa opzione mal si concilia con le disposizioni contenute nell'art. 14, comma 32 del d.1. 78/2010 che stabiliscono il divieto assoluto per i comuni fino a 30.000 abitanti di costituire società.

Per ovviare ai limiti dimensionali sanciti dall'art. 14, c. 32 del d.1. 78/2010 sopra citato è tenendo conto che, l'affidamento in house e limitato al territorio dell'ente che costituisce l'azienda per cui non e possibile affidare tali attività alle società costituite da altri comuni, la soluzione sarebbe quella di costituire, tra comuni che insieme superino i 30.000 abitanti, una nuova società per la gestione di tali attività;

4. gestione diretta con gestione amministrativa affidata all'esterno: un'altra possibilità potrebbe essere quella di esternalizzare il solo servizio di gestione amministrativa (rendicontazione, aggiornamento banche dati ecc.) ma tutta la gestione di riscossione rimane in capo agli enti;

5. adesione ad una forma associativa fra Comuni

Anche il Decreto Monti, come il precedente Decreto Legge n.70/2011, non chiarisce quale sarà il destino delle cartelle che Equitalia non riuscirà ad incassare entro il prossimo 31.12.2012, ossia la norma non chiarisce le modalità di passaggio di consegne quando al 1° gennaio 2013 Equitalia cesserà le attività con gli Eni Locali.

In tal caso dovrebbe trovare applicazione l’art. Art. 16 del D.L.gs 112/1996 Trasmissione e riscossione dei residui che così dispone:

1. Le modalità di compilazione e trasmissione degli elenchi dei residui di gestione sono definite con decreto del Ministero delle finanze di concerto con il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.

2. In tutte le ipotesi di cambiamento di gestione il subentrante concessionario o commissario governativo continua, ove possibile, la procedura di riscossione già avviata dal cessato concessionario o commissario governativo, ovvero pone in riscossione i residui e le altre entrate ricevute in carico secondo la procedura prevista dal presente decreto. A tal fine la consegna dei residui è equiparata alla consegna dei ruoli e fino alla consegna i termini di cui all'articolo 19, comma 2, lettere a), b) e c), sono interrotti e riprendono a decorrere dalla data di tale consegna.

3. Su segnalazione dell'ente creditore, ed a spese del medesimo, il commissario governativo o il concessionario subentrante provvede alla interruzione dei termini di prescrizione.

5. Riscossione locale con conto corrente dedicato (comma 8 bis dell'articolo 5 del dl 16/2012) Tra le modifiche introdotte nel dl 16/2012 trova spazio un intervento normativo per la riscossione delle entrate dei comuni. Il comma 8 bis dell'articolo 5 interviene sul dl 70/2011, art. 7 comma 2, incidendo sulla lettera gg septies, norma che dispone l'abrogazione, dal 2013, dell'attuale impianto normativo sul quale si fonda la riscossione coattiva dei comuni con il ricorso all'ingiunzione fiscale rafforzata per tutti gli attori previsti dal comma 5 dell'art. 52 del dlgs 446/97.

La nuova disposizione del dl 16/2012 sostituisce interamente il contenuto della lettera gg septies neutralizzando le abrogazioni normative in gran parte efficaci dal 2013, e stabilisce che, nel caso di affidamento ai soggetti di cui all'articolo 52, comma 5, lettera b), del dlgs 446/97, la riscossione delle entrate, presumibilmente quelle ordinarie escludendo quelle coattive, viene effettuata mediante l'apertura di uno o più conti correnti di riscossione, postali o bancari, intestati al soggetto affidatario e dedicati alla riscossione delle entrate dell'ente affidante, sui quali devono affluire tutte le somme riscosse. La conseguenza indiretta più importante è sulla portata della lettera gg quater dello stesso art. 7 comma 2 che, nel disporre il ricorso all'ingiunzione fiscale rafforzata per la riscossione delle entrate dei comuni, sembrava circoscrivere in capo agli stessi la riscossione coattiva in forma diretta. Benché la vigenza della lettera b) del comma 5 dell'art. 52 sembrasse confermare la possibilità di ricorrere agli iscritti all'albo, l'interpretazione letterale della lettera gg quater poteva indurre a diverse conclusioni. Anche ammettendo la possibilità di ricorrere a terzi, restava comunque il problema dello strumento in giunzionale che sembrava applicabile nella forma rinforzata del Titolo II dpr 602/73 solamente dai comuni, per effetto dell'abrogazione dell'art. 36 comma 2 del dl 248/2007.

Il comma 8-bis agisce cancellando tutte le abrogazioni disposte dalla lettera gg septies riconoscendo l'affidamento ai soggetti della lettera b) del comma 5 art. 52. In tal modo prende corpo la reale portata della lettera gg quater, secondo cui la norma mira a unificare gli strumenti di riscossione coattiva indipendentemente dalle modalità con le quali l'ente deciderà di gestire il servizio. Conseguentemente, i comuni potranno riscuotere sia in forma diretta che ricorrendo e alle società pubbliche applicando lo strumento dell'ingiunzione fiscale con i privilegi del Titolo II del dpr 602/73, escludendo dalla riscossione coattiva.gli iscritti all'albo Resta ferma l'uscita di Equitalia dal mondo degli enti locali a decorrere dal 2013 per effetto della lex specialis contenuta nella lettera gg ter) nonché tutte le disposizioni che vengono scritte in deroga all'art. 52 (Imu e Tares).

La lettera gg septies nella nuova formulazione dà indicazioni sull'incasso delle somme che dovrà avvenire sul conto, bancario o postale, dell'affidatario del servizio (concessionario) purché dedicato alle entrate ordinarie dell'ente affidante. La norma aggiunge che il riversamento dai conti correnti di riscossione sul conto corrente di tesoreria dell'ente dovrà avvenire entro la prima decade di ogni mese con riferimento alle somme accreditate sui c.c. di riscossione nel mese precedente e al netto dell'aggio e delle spese anticipate.

Una norma che dà la possibilità di trattenere immediatamente le spese anticipate, aspetto fino ad oggi condizionato dagli esiti della riscossione e che non risolve una lacuna normativa grave costituita dall'entità di aggio e spese da porre in capo al debitore.

L'uscita dal sistema Equitalia fa saltare il meccanismo di applicazione delle stesse regole previste per il riparto dell'aggio tra comune e debitore. La vigenza della norma del dl 248/2007 regala certezze anche alle province che potranno continuare ad applicare l'ingiunzione

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Proroga

Messaggio  Paolo Gros il Lun 8 Ott 2012 - 8:33

VERSO LA PROROGA AL 30/6/2013 DELLA RISCOSSIONE LOCALE.
Nuova proroga per l'addio di Equitalia alla riscossione locale. Nato dai riflessi dello scandalo di Tributi Italia, il rinvio è stato inserito in extremis nel decreto legge sugli enti locali approvato ieri in consiglio dei ministri e congela il quadro per altri sei mesi, fino al 30 giugno 2013. La proroga, spiega il Governo, nasce per creare le condizioni per una «prossima riforma», con una formula che preannuncia nuovi interventi per chiarire il quadro.
Il tema è quello dell'uscita dell'agente nazionale della riscossione dal campo della riscossione locale, previsto fin dal 1° gennaio 2012 e rimandato al 1° gennaio 2013 dal Milleproroghe dello scorso anno. Il campo, però, è ancora dominato dall'incertezza, perché gli oltre 6mila Comuni che finora si sono serviti di Equitalia per la riscossione spontanea o coattiva dovrebbero fare le gare in queste settimane per scegliere il nuovo partner a cui affidare la gestione delle Entrate. Anche l'associazione dei Comuni sta scendendo in campo, ha appena chiuso la gara per individuare il partner privato in AnciRiscossioni e a breve dovrebbe individuare il vincitore.
In questo quadro già incerto, però, è piombato l'epilogo dello scandalo Tributi Italia, con l'arresto del fondatore Giuseppe Saggese accusato per gli almeno 100 milioni di tributi riscossi ma non riversati che mancano all'appello nei bilanci delle centinaia di Comuni serviti dalla società.
Lo scandalo, che segue di poche settimane quello pugliese fiorito intorno alla Gema, che per la Procura di Foggia ha creato un buco da 16 milioni negli oltre 60 Comuni gestiti (non solo in Puglia) e a luglio ha portato all'arresto dei due amministratori, ha travolto un quadro ancora incerto, e spinto il Governo a intervenire.
Molti sono gli aspetti su cui intervenire, a partire dai meccanismi di riversamento dei tributi riscossi nei conti degli enti locali. «Una proroga era indispensabile – spiega Franco Tuccio, presidente dell'associazione che riunisce gli uffici tributi degli enti locali (Anutel) – perché in tre mesi non si possono risolvere problemi stratificati per anni, e si rischiano danni enormi».
Sul punto si registra la piena disponibilità anche delle società private di riscossione iscritte all'albo e riunite nell'Anacap. «Occorre una regola certa, che imponga i versamenti delle somme riscosse in un conto gestito dal tesoriere, con l'obbligo per quest'ultimo di stornare la quota destinata a pagare il servizio». Già, perché il panorama della riscossione locale sembra trasformarsi in un teatro di un tutti contro tutti, in cui oltre ai Comuni che scoprono buchi nei riversamenti delle imposte riscosse, ci sono aziende che lamentano mancati pagamenti da parte degli enti per i quali gestiscono le entrate.
Altro tema su cui si attende un intervento è quello degli aggi, che lontano dall'agente nazionale della riscossione sono "liberi". In media, le società private parlano di richieste assolutamente in linea con il mercato, ma le norme devono prevenire casi eccezionali come quello registrato a Taranto prima del dissesto, quando al Comune furono chiesti aggi vicini al 48% per le attività di recupero dall'evasione dei tributi locali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

Paolo Gros
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